Pedalare nella memoria: la Firenze del fascismo nel romanzo di Nencini ad Amici di Civica
Un romanzo per non dimenticare e per interrogarsi sul presente. Giovedì 15 gennaio Civica Biblioteca ha ospitato la presentazione di Gli occhi della lepre di Giovanni Battista Nencini, iniziativa curata da Amici di Civica e dedicata al valore della memoria storica e civile. A dialogare con l’autore è stata Maria Giovanna Tiana, che ha guidato il pubblico in un percorso di approfondimento tra letteratura, storia e memoria civile.
Ambientato nella Firenze del 1939, il romanzo accompagna il lettore negli anni bui del fascismo e dell’avvicinarsi della guerra, raccontando la storia di Ruggero e Glauco, due adolescenti provenienti da mondi sociali opposti: il primo figlio di operai, già al lavoro in una piccola officina del quartiere di Santa Croce; il secondo appartenente alla borghesia fiorentina, figlio di un professore di storia. A unirli è una passione comune, quella per la bicicletta, simbolo di libertà, amicizia e spensieratezza giovanile.
Una leggerezza destinata però a infrangersi contro la realtà storica. Due eventi tragici apriranno gli occhi dei protagonisti sul tempo che stanno vivendo: l’arrivo della guerra, la fame, la paura, le persecuzioni razziali, la violenza del nazifascismo e i crimini della famigerata Banda Carità, che insanguinò Firenze negli anni dell’occupazione. Le loro strade finiranno per dividersi e, molti anni dopo, uno dei due sarà costretto a confrontarsi con i fantasmi di quel passato che riaffiora improvviso.
Nel corso dell’incontro, Nencini ha raccontato come il romanzo nasca da ricordi familiari, testimonianze dirette e un attento lavoro di ricerca storica, intrecciati alla finzione narrativa. Un mosaico di storie vere che restituisce uno sguardo lucido e non consolatorio su quegli anni, mettendo al centro anche il tema dell’indifferenza, elemento decisivo nel permettere il perpetrarsi delle violenze e delle persecuzioni.
Ampio spazio è stato dedicato al valore della memoria, soprattutto per le nuove generazioni. Gli occhi della lepre si propone infatti come un libro “per non dimenticare”, capace di raccontare la Storia attraverso le vite quotidiane, mostrando come il fascismo e il nazifascismo non siano stati fenomeni lontani o astratti, ma realtà che hanno attraversato strade, quartieri e famiglie della città.
Giovanni Battista Nencini, nato a Firenze nel 1960 e figlio del celebre ciclista Gastone Nencini, è alla sua terza prova narrativa. Dopo Sulla cresta dell’onda, romanzo dedicato all’amore e al ciclismo, e il noir storico Il Lorenese, conferma con Gli occhi della lepre una scrittura attenta al contesto storico e alle sue ricadute umane.
La serata si è conclusa con un partecipato confronto con il pubblico, a conferma di come la letteratura possa ancora essere uno strumento prezioso per comprendere il passato e interrogare il presente, nel segno dell’impegno culturale che da sempre caratterizza le attività di Amici di Civica.
