Il Circolo di lettura di CiviCa rilegge Le braci: memoria, silenzi e verità sospese
Cosa rimane della vita di due amici, di una moglie scomparsa troppo presto – forse amata da entrambi – e di un sospetto che attraversa il tempo come una ferita mai rimarginata?
Dopo quarantuno lunghi anni di lontananza, quante domande restano sospese tra loro, senza risposta?
Restano Le braci.
Restano le candele – come recita il titolo originale ungherese – che bruciano fino alla fine, consumando lentamente passioni, silenzi e verità taciute.
Le braci è il romanzo più celebre di Sándor Márai, scrittore ungherese per lingua e cultura, nato a Kassa (oggi Košice, in Slovacchia), che attraversò quasi tutto il Novecento scegliendo l’esilio volontario dopo l’avvento del regime comunista in Ungheria.
Scritto nell’immediato secondo dopoguerra, il romanzo racconta un’amicizia fraterna nata negli ultimi anni dell’Impero austro-ungarico e segnata dal tempo, dalla guerra e dall’ombra del tradimento.
Nel loro ultimo incontro, dopo decenni di silenzio, uno dei due amici pronuncia un lungo, tormentato monologo che occupa più della metà del libro: un flusso intenso di memoria e riflessione, analitico, quasi ossessivo – “forse perfino prolisso”, come lo stesso autore suggerisce – ma capace di scandagliare con precisione passioni, orgoglio, gelosia e senso dell’onore.
Il Circolo dei Lettori di Amici di CiviCa lo aveva già affrontato anni fa. Rileggerlo oggi ha permesso di apprezzarne ancora di più la profondità psicologica e l’attualità dei temi: il tempo che consuma, l’amicizia che resiste, la verità che tarda a manifestarsi.
Per il mese di marzo il gruppo di lettura si confronterà con un altro grande classico del Novecento: La luna e i falò di Cesare Pavese, romanzo del 1949 e ultima opera dell’autore piemontese, intensa riflessione sul ritorno, sulle radici e sulla memoria.
Le lettrici si ritroveranno mercoledì 18 marzo alle ore 17, come sempre in CiviCa Biblioteca. Un nuovo incontro per condividere storie che continuano a bruciare sotto la cenere del tempo.
