Con “Quella mattina di luglio” di Augias il Circolo di lettura chiude la stagione

Si è chiusa la stagione 2025-2026 del Circolo dei Lettori degli Amici di CiviCa.

L’inizio dell’estate, che si è presentata subito ben calda e più adatta alla campagna, al fresco della montagna o forse alla brezza del mare, ha suggerito, come negli altri anni, di rivedersi a settembre.

L’ultimo incontro è stato dedicato a commentare e a scambiare sensazioni sul libro del novantunenne noto giornalista, scrittore e, ancora oggi, conduttore televisivo Corrado Augias, Quella mattina di luglio, pubblicato nell’ormai lontano 1995.

Un noir, come alcuni altri suoi scritti, che racconta di un’avventurosa indagine poliziesca del commissario Flaminio Prati, della Regia Polizia fascista del quartiere San Lorenzo, a Roma.

Prati indaga sull’assassinio di una prostituta, avvenuto la notte prima del bombardamento nemico sullo scalo ferroviario, che distrusse non solo il ferro dei treni, ma mezzo quartiere, con la sua basilica, e provocò migliaia di vittime: la storia ricorda circa 1.500 morti e 4.000 feriti. Erano le 11 del mattino del 19 luglio 1943, un lunedì.

Ci sono due registri del romanzo che sono stati particolarmente apprezzati dalle lettrici e dai, più rari, lettori dell’associazione.

Da un lato, la ricerca del movente dell’omicidio, di chi fosse la vittima, bella e attiva presenza nelle migliori case chiuse romane, e dell’identità dell’assassino.

Ma ben più interessante è il contesto, che racconta della vita minuta, sociale e politica del quartiere, il quale si accorge che la guerra è ormai persa e che presto qualcosa dovrà cambiare.

Il commissario Prati, indagando, entra in rapporto con i gerarchi del fascismo, ormai quasi un malato terminale, e con le aspiranti attricette e le “ragazze facili” che vivono accanto e sotto di loro.

Anche lui si rende conto, pur senza esserne pienamente consapevole, che una prossima riunione del Gran Consiglio del Fascismo, con il 25 luglio 1943, potrà cambiare qualcosa. E così sarà.

La sua indagine giunge a una conclusione, ma ormai non c’è più polizia, né magistratura, non c’è più lo Stato fascista… non c’è più il valore del suo mestiere.

Il romanzo di Augias ha un’appendice autobiografica, inattesa.

Negli anni Novanta l’autore riuscirà a rintracciare il vero ex commissario, ormai pensionato settantenne, che reinterpreterà non tanto l’indagine e le sue conclusioni, impreviste e imprevedibili, quanto la sua lontana e riservata conoscenza con una giovane testimone degli accadimenti di allora.

Una conoscenza ormai lontana nel tempo, ma non certo nella memoria di entrambi.

Salutatisi tutti, i lettori del Circolo si sono dati appuntamento alle ore 17 di mercoledì 23 settembre. Questa volta, però, non ci sarà un libro uguale per tutti da leggere: ognuno parlerà del libro più interessante letto durante l’estate.

Altre sedie aspettano nuovi partecipanti, in Biblioteca CiviCa, per allargare il gruppo.

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